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mercoledì, 15 febbraio 2012
Il 2011 è stato un anno agitato per il fotovoltaico in Italia, con la morte inattesa e prematura del terzo conto energia, sostituito dal quarto.
Da giugno dell’anno scorso per chi installa i pannelli per produrre elettricità dal sole gli incentivi sono stati ridotti e continueranno a calare, fino a essere eliminati del tutto entro il 2017.
Se negli ultimi mesi del 2011 la riduzione è stata graduale, da gennaio del nuovo anno è scattato il taglio più corposo: per dare un’idea, un impianto da 3 kW fino a maggio 2011 era premiato con 0,43 euro a chilowattora, da giugno la tariffa incentivante è stata portata a 0,387 euro a kWh e limata ogni mese fino ad arrivare a 0,298 euro/kWh a dicembre, mentre da gennaio 2012 ci si deve accontentare di 0,274 euro/kWh e un nuovo taglio scatterà da giugno di quest’anno.
Con l’incentivo così dimagrito, conviene ancora investire in un impianto fotovoltaico? È quanto ha verificato il Salvagente, che nel numero in edicola da giovedì 16 febbraio (e acquistabile da subito a partire nel nostro negozio virtuale) pubblica un approfondimento condotto con l’aiuto della testata specializzata nelle energie rinnovabili Qualenergia.it.
La risposta è stata sorprendente: l’investimento adesso è più conveniente di prima.
Se gli incentivi sono calati, infatti, i prezzi degli impianti sono scesi ancora più velocemente. Nel 2008 un piccolo impianto da 3kW si pagava 6.500-7.000 euro al kW (installato “chiavi in mano”), a maggio 2011 i prezzi si aggiravano sui 3.500-4.200 euro, ora, siamo tra i 3.200 e i 3.700 euro per kW.
scritto da Giulio Meneghello , Maurita Cardone
fonte. www.ilsalvagente.it/
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